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Le Regole del Solfeggio: il Manuale per il Musicista Perfetto.

Il Manuale Del SolfeggioEcco finalmente il manuale da seguire per diventare veramente un musicista perfetto.

La perfezione sta nel seguire semplici ma fondamentali regole del solfeggio che ti guideranno nel percorso musicale, che tu sia un neofita o già studi musica da qualche mese.

Ma perché serve un manuale per il solfeggio? Certo, chi segue i miei corsi, le mie lezioni, il mio video-corso online sa benissimo di cosa parlo.

La potenza è nulla senza controllo, ed io fornisco i mezzi per controllare l’allenamento e quindi il potenziamento del percorso musicale.

Il manuale serve sia quando ci si avvicina ai primi passi nel percorso musicale, sia che tu stia vicino al traguardo finale, cioè il diploma con il tuo strumento o l’esame di solfeggio.

Acquisire le giuste strutture mentali è il nucleo del manuale per il solfeggio.

Le giuste strutture mentali ti stimolano a fare sempre meglio ed a cavalcare le difficoltà che potrai incontrare nel percorso.

Per difficoltà intendo gli avanzamenti di livello, l’allenamento che aumenta con i passaggi di livello e la tenuta mentale e fisica della crescita musicale.

Ma ora veniamo al sodo e cosi ti mostro le 5 regole del solfeggio da seguire.

Il Ritmo Base della MusicaRegola 1: Il Ritmo è il Fondamento della Musica.

Ogni ottimo musicista sa che l’allenamento ritmico è un lavoro che va fatto di continuo ed in modo minuzioso.

Non è che una volta che si sa produrre una scala a tempo allora non serve più l’allenamento ritmico.

Il ritmo è il fondamento della musica perciò per accrescere e mantenere il proprio livello musicale c’è bisogno di un allenamento efficace e continuo.

Uno dei modi per allenarsi al meglio è farlo avendo una base ritmica.

Oggi abbiamo la fortuna tramite gli smartphone di scaricare gratuitamente un metronomo.

Io con il mio metodo sono andato oltre costruendomi ,con i vari software che si trovano per PC o Mac, delle basi ritmiche con il suono della batteria.

Tutto questo perché è molto più divertente allenarsi così ed il nostro cervello nel divertimento impara meglio e più a lungo termine.

Tutti i miei allievi seguono un percorso ben marcato riguardo l’allenamento ritmico e dopo pochi mesi ne trovano il beneficio.

Questo accade perché l’allenamento al buon ritmo mette ordine nello studio ed anche nella pratica musicale.

Senza dubbio chi si allena assiduamente al buon ritmo avrà molta più padronanza dello strumento davanti al pubblico.

Come per ogni percorso che si intraprende è importante partire al meglio, così è per la musica.

Allenarsi sin da subito con il ritmo tramite il solfeggio è il percorso migliore da seguire.

Spesso nelle mie lezioni online il problema principale dei miei allievi è avere una “pulizia ritmica” che permetta loro di studiare più serenamente e con più precisione. 

REGOLA 2: ALLENARSI DAVANTI ALLO SPECCHIO.Regola 2: Allenarsi Davanti allo Specchio.

L’allenamento davanti allo specchio è un aspetto da non sottovalutare proprio perché la musica trasmette emozioni non solo uditive ma anche visive.

Quando si acquisisce coscienza dei movimenti del proprio corpo mentre si suona o si canta si sale ad una dimensione musicale completamente di alta qualità.

Questo perché comunicare al meglio necessita di conoscenza, padronanza dei mezzi e coscienza di ciò che stiamo facendo.

Ovviamente sono aspetti che si acquisiscono con gli anni, ma prima si iniziano a lavorare e prima si vedranno i risultati.

Anche per il solfeggio vale la stessa regola: allenamento davanti allo specchio. Ora potrebbe sorgere la domanda:

Come posso allenarmi davanti allo specchio?

  1. Possiamo cominciare dalla postura che dovrà risultare rilassata ed allo stesso tempo decisa.
  2. In seconda fase le espressioni del viso  e soprattuto della bocca, dato che sono le prime ad esprimere emozioni.
  3. In terza fase guardare i piedi se svolgono dei movimenti controllati da noi stessi o meno.

Le DOMANDE:

A questo punto potrebbe venirti in mente una domanda:

• Ma Maestro, mi vergogno a solfeggiare davanti allo specchio, perché mi serve?

Anche se non è la domanda giusta, il perché lo scopri solo facendolo.

La domanda giusta è:

• Come faccio a solfeggiare davanti allo specchio?

Semplice ti ci metti davanti ed inizi.

Probabilmente all’inizio troverai un po di imbarazzo, o magari la cosa ti piacerà parecchio.

Comunque non hai scuse.

• Ma se io non ho uno specchio?

Semplice: attiva la fotocamera anteriore del tuo cellulare ed avrai lo specchio. Forza dai, a lavoro 😉

Se hai provato questa emozione allora ti svelo come migliorare.

Innanzitutto da tenere d’occhio le spalle che di solito tendono ad incurvarsi.

In secondo luogo la testa che dovrà fare movimenti delicati e non a scatto.

Terzo elemento da considerare è migliorare il movimento delle mani.

Il loro movimento deve essere calmo ed elegante, sia che tu stia solfeggiando, che stia suonando o cantando.

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Registrare e Risentirsi

Regola 3: Registrare il Proprio Allenamento.

La registrazione del proprio allenamento è una fase chiave per capire su cosa lavorare a fondo.

Ad esempio io registrandomi e risentendomi notai due aspetti che altrimenti non avrei mai curato al meglio:

1. fu molto sorprendente per me perché capii di avere veramente un bel suono e continuai a migliorarlo, casa che faccio tutt’ora.

2. il difetto era la fretta di suonare le note, nel senso che spesso non le facevo desiderare ma le suonavo a valanga.

Un po come una persona che vuole dire tante cose ma parla velocissimo, dopo un po è difficile seguirla.

Bhè lavorai su questo aspetto e la mia esecuzione migliorò notevolmente.

Registrarti e soprattutto riascoltarti è la miglior cosa che tu possa fare per capire concretamente su cosa lavorare, senza perdere tempo.

Vale anche per il solfeggio dato che quando suoniamo o cantiamo stiamo solfeggiando con interpretazione, perciò se la base è solida lo sarà di gran lunga anche l’esecuzione musicale.

Ora potresti chiederti:

Una volta che mi sono registrato, a cosa devo far caso?

Sicuramente al ritmo se è regolare o meno.

Anche il tono della voce se assume un timbro deciso o meno.

In ultimo la fluidità del suono che esce.

Vedrai che con il passare del tempo questi 3 aspetti miglioreranno di continuo, comincerai a vedere la crescita già dopo la seconda settimana effettiva di allenamento.

Una volta acquisito questo metodo e fatto tuo, non potrai più farne a meno.

Sentirai il bisogno di migliorarti continuamente, allora si che la tua crescita sarà reale e continua.

SUONARE CON BASERegola 4: Suonare con la Base.

Questa è di lunga la migliore cosa che tu possa fare per conoscere al meglio il brano che suonerai.

Perché?

La risposta è così semplice quanto preziosa: Conosci Ogni Aspetto Della Musica!

Mentre suoniamo il nostro strumento, spesso non ci rendiamo conto di come si fonde con gli altri musicisti.

In realtà è proprio la fusione perfetta degli strumenti che rende unica la musica.

Perciò allenarsi con una base ci aiuterà poi a riconoscere dal vivo gli strumenti con cui suoneremo ed a comunicare in modo più profondo con essi.

Esistono molte possibilità per allenarsi con la base, dai Minus-One che trovi online (alcuni anche gratuitamente) a delle basi che creo io su richiesta dei miei allievi.

Proprio ultimamente mi è capitato di suonare in un concerto da solista in cui avevo a disposizione solo una prova con l’orchestra.

Conoscere a menadito non solo la mia parte ma anche quella dei miei amici musicisti mi ha permesso di suonare rilassato davanti al pubblico, proprio perché era come se suonassi a casa con la base ma con l’adrenalina del pubblico ed il magnifico suono dell’orchestra dal vivo.

La preparazione fatta con cura porta sempre ad un buon risultato.

Quando si impara un brano a memoria, senza però farlo diventare un’ossessione, il nostro cervello lavora ad uno stato molto elevato.

Con i miei allievi uso sin da subito questo metodo facendogli imparare la scala a memoria ed usandola per scaldarsi quando devono iniziare lezione.

D’altronde suoniamo anche con i muscoli, ma non solo, perciò un po di riscaldamento va fatto prima di mettersi all’opera.

Regola 5: Dimentica e Ricomincia. 

Ai miei allievi spiego sempre che un allenamento efficace ha bisogno di ossigeno per il cervello.

Studiare per 2 ore consecutive senza dar modo al cervello di rielaborare può essere molto controproducente.

Al contrario alternare le due ore con delle buone e riposanti pause aiuta a focalizzare tutti gli elementi che stiamo mettendo in gioco e aiuta il nostro cervello a rielaborarli e metterli in ordine.

Proprio questo allenamento ossigenato ha fatto di molti dei miei allievi dei musicisti coscienti e produttivi. Questo studio che ho praticato negli anni deriva da una difficoltà che riscontrai io quando iniziai.

Non avendo un riferimento dai miei insegnanti, passavo le ore sullo strumento, stancandomi e peggiorando la mia concentrazione.

Poi un giorno, stanco di questo andamento decisi che non volevo più sprecare le mie energie e capii che il cervello è come il processore del PC: se non ha modo di staccarsi e riposare ogni tanto prima o poi si fonde.

Inoltre se va in surriscaldamento rallenta tutto il lavoro.

Perciò impara a riposare il cervello appena senti un po di surriscaldamento. Riassumiamo ora le 5 regole del solfeggio fondamentali del Musicista Perfetto:

1 ritmo, allenamento continuo e minuzioso

2 specchio, controlla il tuo corpo mentre solfeggi suoni o canti

3 registrazione, registra ciò che produci e riascoltandoti focalizzati su ciò che è buono e ciò che può essere migliorato

4 suona o canta con la base, per sapere a menadito anche le parti degli altri musicisti

5 Dimentica e ricomincia, dai l’ossigeno al cervello e lavorerà al massimo

2 commenti
  1. Barbara di pasquale
    Barbara di pasquale dice:

    grazie caro matteo per questi spunti e suggerimenti…ho iniziato da circa due anni a imparare a leggere la musica e suonare il violino con lezioni private..ho imparato da sola l aiuto che ho suonando con un lungo specchio che mi porto in giro per la casa e ho iniziato anche a suonare con la musica su you tube scegliendo l opzione più lenta per stare al tempo…e’ un percorso che ho intrapreso bellissimo ma molto faticoso…a volte non ti nascondo che penso di mollare perché sembra che risultati veramente soddisfacenti non arriverò mai a raggiungerli..ma poi torno all attacco perché voglio veramente riuscire a suonare bene questo meraviglioso strumento..e come dici tu ho la musica in testa sempre anche di notte mentre dormo se mi sveglio un attimo sto già sentendo la musica..grazie matteo aspetto le tue prossime lezioni.

    Rispondi
    • Solfeggio Musicale
      Solfeggio Musicale dice:

      Ciao Barbara,

      innanzitutto amo vedere questa passione che traspare dalle tue righe scritte.
      So che puoi passare momenti di entusiasmo a momenti di sconforto,
      ma d’altronde è un po come nella vita: superando le difficoltà si diventa più bravi !!
      La cosa importante è rilassare il corpo mentre studi, perché accumulando stanchezza
      si suona con più difficoltà, mentre con il corpo rilassato lavori meglio e con più
      risultati.
      Per qualsiasi curiosità rimango a disposizione.

      P.S. Ai miei allievi faccio fare sempre delle tecniche di rilassamento,
      a prescindere quale sia il loro strumento!
      SE SEI CURIOSA SCRIVIMI IN PRIVATO E TE NE PARLO PIU IN DETTAGLIO.
      PUOI SCRIVERMI QUI https://solfeggiomusicale.com/contatti/

      Rispondi

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