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Ti do il mio più caloroso benvenuto su Solfeggio Musicale

Il solfeggio in musica

La musica per me è come verbo da diffondere.

Un verbo universale che sa unire e sprigionare le emozioni più diverse e disparate: gioia, dolore, sofferenza, amore, quante sensazioni possono essere donate attraverso la musica!

Per questo voglio spiegarti nel miglior modo possibile cosa mi ha portato a diffondere la pratica del solfeggio in musica.

La mia storia nel meraviglioso mondo della musica inizia più di 20 anni fa, quando un maestro di musica mi fece avvicinare ed appassionare a tutto ciò.
Anche se ero alle prime armi, mi resi conto fin da subito che la musica non si limita ad essere canticchiata o ascoltata, ma deve essere un concetto più profondo che va ben oltre la prima sensazione che chiunque può provare all’ascolto di una melodia.

Ero molto piccolo quando ho iniziato a navigare in questo pianeta infinito, tanto che sono molte le persone che non credono davvero possibile che io abbia potuto iniziare così presto.

In realtà quando si è bambini si è più curiosi e più ricettivi: associo sempre i bambini a un’ immagine, una spugna che è in grado di assorbire qualsiasi cosa e di farlo nel migliore dei modi.
Ci sono dei miei piccolissimi allievi che iniziano addirittura a 3 anni e sorprendentemente mi stupiscono di giorno in giorno.

Ma com’è possibile che il creare musica appassioni così tanta gente, e qual’è il motivo per cui chi la esegue è così ricettivo?

La risposta è semplice, ed è contenuta in una singola parola:

CREATIVITA’

Esatto hai capito bene: prima di pentagrammi, di libri e tomi da studiare, prima di corsi e ricorsi, prima di tutto questo c’è la creatività, la fantasia, la voglia di volare con la musica e d’immaginare nuove melodie e nuovi scenari musicali!

Giocare con la musica, ma come fare? Mescolare le note seguendo semplici passi può portare qualsiasi persona a creare una canzone, un motivo, un brano.

Mi piace sempre ricordare un esempio lampante di quello che è in grado di scaturire l’incontro tra la musica e un piccolo essere umano voglioso di scoprire.

Suono da circa 20 anni il violoncello, lo strumento che più di qualsiasi altro amo da morire.

Un bambino di 6 anni da 5 mesi si è aggiunto tra i miei allievi ed ha iniziato a suonare con me.
Mai, garantisco mai aveva visto questo strumento prima di iniziare il mio corso e mai aveva studiato altri strumenti.

Insomma, era la prima volta che questo bambino di 6 anni si avvicinava allo studio vero e proprio della musica.

Beh, in questi cinque mesi i risultati raggiunti hanno confermato la teoria che ho descritto sopra: il bambino è in grado ora non solo di interpretare, suonare e riprodurre brani semplici, ma anche di comporli dall’inizio. È stato capace di creare un brano da solo, seguendo il flusso di una favola teatrale da lui stesso inventata.

Non è meraviglioso tutto questo?

Ti chiederai sicuramente come possa essere successa una cosa del genere. Semplicemente, ho trasmesso al bambino la voglia e i mezzi per divertirsi, imparando un nuovo linguaggio: il cosiddetto linguaggio musicale.

Incredibile, eppure è successo, è realtà. Gli occhi gioiosi di quel bambino ogni volta che suona o compone sono pieni di passione, e sono qualcosa di talmente bello che non è possibile descrivere.

La musica è un veicolo capace di unire persone, indifferentemente da nazionalità, religione, identità, cultura.

Sembra una cosa banale ma non lo è affatto: la musica è un miracolo che in ogni occasione, sia essa un saggio o un concerto, si ripete incredibilmente.
Magia pura. Quella magia che magari avrai avuto modo di respirare assistendo al concerto del tuo cantante preferito, o semplicemente ascoltando quella canzone che tanto ti ricorda un episodio indimenticabile della tua vita.

Forse ti sembrerò esagerato mentre ti racconto la mia visione sulla musica (che poi è la mia visione sull’esistenza), e lo posso capire. Non tutti possono vedere le cose con gli stessi occhi con cui le guardo io, e le esperienze che tutti noi facciamo nella vita sono così diverse che portano poi a una visione diversa della vita stessa.

Ma una cosa te la posso garantire:

anche sei hai 30 o 40 o 60 anni puoi appassionarti alla musica come un bambino, praticando il solfeggio e creando da solo nuove composizioni. Oppure semplicemente puoi eseguire con il tuo strumento preferito le canzoni e le melodie che più ti piacciono.

Non è mai troppo tardi, assolutamente! Soprattutto se hai la possibilità di venire a conoscenza di un metodo veloce e intuitivo per imparare questa tecnica, frutto di anni ed anni di esperienza personale.

Il solfeggio è essenziale per imparare la musica ed è alla base di essa.

Con il passare del tempo mi sono reso conto quanto le basi nel mondo della musica siano importanti. Ti danno quella sicurezza necessaria per poter affrontare nuove sfide e sono il fattore principale che determina la differenza tra un musicista mediocre ed uno eccezionale.

Ho impiegato molti anni per perfezionare questo metodo e solo testandolo su decine e decine di miei allievi, sono riuscito a semplificarne l’apprendimento e renderlo allo stesso tempo piacevole e divertente, ma soprattutto funzionale.

Quindi la domanda chiave potrebbe essere: perché il solfeggio è così importante per imparare la musica come si deve?

Il SOLFEGGIO è la base della musica ed è universale: chiunque voglia imparare a far musica deve conoscerlo a menadito ed esercitarsi su di esso, sia che si voglia imparare a suonare uno strumento musicale, sia che si voglia imparare a cantare.

È un concetto che adoro sempre ripetere ai miei allievi, nei loro momenti di stanchezza o di spossatezza, e te lo ribadisco ancora una volta: IL SOLFEGGIO E’ ALLA BASE DELLA MUSICA.

Del resto lo ribadisco quotidianamente anche a me stesso!

Un fattore importante nello studio del solfeggio è come ci si applica, e cioè come si impara davvero a fare musica.

Qui ritengo fondamentale spiegare, che la differenza tra l’imparare da soli il linguaggio della musica e seguire un corso che aiuti per una comprensione più rapida è un po’ come la stessa differenza che passa tra imparare l’italiano dalla televisione o impararlo correttamente a scuola.

Non dico che sia impensabile avvicinarsi alla musica come autodidatta, ma c’è il rischio che ci si impieghi molto più tempo del dovuto. Se non si hanno riferimenti sicuri, infatti, c’è la possibilità di commettere un errore dietro l’altro. Ed è facile immaginarsi come si possa passare dall’entusiasmo iniziale ad un senso di sconfitta, se i risultati ottenuti non rispecchiassero quelli sperati.

Ci sono voluti molti anni per perfezionare questo metodo e renderlo accessibile alla più vasta platea di persone interessate, e posso dire di essere riuscito a fare in modo che il risultato fosse ancora più efficace, brillante e intuitivo allo stesso tempo.

Questo metodo, infatti, è adatto anche ai più adulti oltre che ai più giovani, l’importante è volerlo!

Chiaramente, quando si è più adulti si è maggiormente abituati a fare le solite cose e questo crea una situazione di “ruggine” a livello creativo.
Ma la passione, la motivazione e la voglia di apprendere, lo dico per esperienza diretta, bastano da sole per poter risolvere la situazione nel miglior modo possibile e per togliersi tante soddisfazioni!

Occorre pazienza, ma con il giusto metodo i risultati che arriveranno saranno sempre migliori e lo ascolterai con le tue orecchie (ed anche con quelle di chi ti sta intorno).

Credo infatti che i buoni risultati che si ottengono passo dopo passo siano come benzina per un motore, e cioè il migliore stimolo e incoraggiamento per chi vuole confrontarsi con lo studio della musica e migliorarsi di continuo. Viceversa, i risultati negativi se raggiunti senza aver compreso bene i propri difetti possono raffreddare una passione, spegnendola del tutto o portando lo strumentista o cantante a fare sempre le stesse cose.

Per questo ritengo che la cosa migliore per chi volesse studiare musica in maniera seria e rapida sia quella di frequentare un corso di musica, con un appoggio professionale e umano che permetta di correggere tempestivamente i propri errori, ma soprattutto in grado di stimolare e spronare i propri allievi, farli viaggiare con la loro fantasia e dar modo a loro di sentirsi liberi di creare un loro mondo.

Il fattore psicologico gioca un ruolo importante nella vita di ognuno nell’affrontare qualsiasi sfida, e questo allo stesso modo avviene per imparare correttamente il solfeggio e il linguaggio musicale.
Non solo: è risaputo che associare dei concetti da apprendere a immagini e suoni stimola non solo la memoria ma anche la creatività di un individuo, e questo connubbio si rivela esplosivo quando si parla di attività musicali come suonare una chitarra, un pianoforte, o qualsiasi altro strumento.
Il mio obbiettivo è che la stessa immediatezza che riesco a trasmettere tramite le mie lezioni di musica sia la stessa che mi permetta di farmi comprendere al meglio da te che stai leggendo questo articolo.

Ti assicuro che le soddisfazioni che ricaverai o che tuo figlio (o figlia) ricaveranno con il mio metodo per il solfeggio saranno garantite.

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