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La Differenza Musicale tra un Dilettante ed un Professionista

Differenza tra dilettante e professionistaOgni buon musicista sa che la professionalità è come un biglietto da visita: più è curata ed allo stesso tempo chiara, più funziona.

Cosa accade spesso se si è alle prime armi?

Quando ci si avvicina al mondo musicale, spesso si fa per gioco o passione, senza seguire uno studio orientato verso un obbiettivo che ha invece ogni professionista, ma semplicemente si prova a strimpellare qualcosa.

Purtroppo quello che accade è che ben presto ci si stufa di “strimpellare solo qualcosa” e si vorrebbe iniziare a suonare bene la propria canzone preferita, oppure semplicemente saper leggere le note e gli accordi per suonare qualsiasi cosa.

Ecco cosa differenzia un professionista da un dilettante: l’investimento che si fa per migliorare.

Sia che tu sia un semplice appassionato di musica o che tu voglia un giorno calcare un palcoscenico importante davanti ad un pubblico che ti carica, il mezzo è sempre lo stesso: allenamento efficace prima di tutto nel solfeggio.

Mi ricordo che quando iniziai, all’ eta di circa 10 anni, tutti i miei compagni si annoiavano a lezione di solfeggio.

Molti di loro oggi, dopo 22 anni da allora, purtroppo hanno avuto esiti negativi; alcuni hanno drasticamente abbandonato la musica, altri hanno cercato di lavorare con la musica senza arrivare agli obbiettivi necessari per essere autonomi (infatti hanno dovuto smettere), gli ultimi rimasti stanno ancora studiando per recuperare le carenze che avevano quando studiavamo insieme.

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Morale della storia, allenarsi duramente e più degli altri è ciò che vi distacca da chi crede di fare tutto da solo.

Credetemi, oggi quando incontro quei miei stessi compagni, vedendomi attivo ormai da anni e diplomato prima di loro, provo quasi pena nel loro sguardo verso di me, è come se mi dicessero: “SE AVESSI SEGUITO IL SOLFEGGIO COME FACEVI TE, A QUEST’ORA GIA’ AVREI IL DIPLOMA”.

Non perché tu per forza debba prendere il diploma in musica, ma la musica stessa una volta che ti prende ti travolge in un turbinio di emozioni che ti nutrono costantemente.

Per far fronte ha ad una continua necessità di fare sempre di più e suonare cose sempre più divertenti, alla base ci vuole tanta preparazione.

Il metodo di studio è il passo successivo al giusto allenamento che SOLFEGGIO MUSICALE ti offre.

Sento sempre parlare i miei allievi delle difficoltà che incontrano quando suonano un brano, studiano una scala, o allenano la memoria.

Bene partiamo dal presupposto che se io studio 10 ore un brano non posso pretendere che il giorno dopo sia perfetto.

Il cervello ha bisogno di un allenamento costante, regolare e soprattutto divertente.

Se state troppe ore davanti allo stesso pezzo, la vostra mente dapprima si annoia e come conseguenza si rifiuta.

Ecco perché il giorno dopo se il brano non esce come volete vi sentirete frustati e inermi, ed un professionista lo sa bene.

Il GIUSTO METODO consiste nel dividere un brano a sezioni, darsi un tempo massimo per ogni sezione, scaduto il quale si passa alla sessione successiva, il tutto non più di 45 minuti di fila.

Poi facciamo 15 minuti di pausa e ricominciamo.

Arrivati a circa 2/3 ore il nostro corpo necessita di una pausa più corposa, perciò il mio consiglio è quello di uscire dal posto dove siete rinchiusi e respirare un po’ di aria pulita, che sia mare montagna non importa, ma che vi faccia staccare mentalmente e fisicamente dalla stanchezza dello studio.

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